11 febbraio 2014

MOTOGP: SUZUKI SONDA LA CLASSE OPEN – UN POSSIBILE FUTURO

Foto Suzuki-racing.com - Randy de Puniet -Sepang D2

I test di Sepang per Suzuki non sono stati all’altezza dell’esordio 2013, Randy de Puniet non va oltre il sedicesimo posto, non un passo indietro ma un test valido con centralina e software fornite da Dorna Sport.



Guardando ai primi test 2013 di Suzuki in MotoGP, quelli di Sepang 1 di questo 2014 hanno lasciato qualche perplessità iniziale, soprattutto vedendo l’azzurra creatura di Suzuki faticare penosamente nelle ultime posizioni, molto lontana dalle MotoGP di Yamaha e Honda. Poi il motivo di tale consistente ritardo rispetto ai precedenti test diviene più chiaro, Suzuki sta infatti testando la sua nuova creatura in configurazione Open, ovvero con centralina e software forniti da Dorna Sport.

Ha fare il punto della situazione al termine della tre giorni Malese è Davide Brivio team manager Suzuki MotoGP, dando spiegazione di questo risultato, considerato solo come un primo approccio con questo nuovo software, che è un al primo step e non del tutto completo. Il programma di sviluppo Suzuki ha quindi preso una nuova piega, dando uno sguardo al futuro quasi certo rappresentato dalla classe MotoGP - Open, che ha detta di Carmelo Ezpeleta CEO Dorna Sport sarà il futuro della MotoGP già dal 2017 (Honda permettendo n.d.a.).

Il software fornito a Suzuki è solo una base, lasciando quindi spazio ad ulteriori miglioramenti , il che lascia un margine di valutazione più ampio sui risultati della MotoGP made in Suzuki per questi test di Sepang 1. Secondo il Manager Italiano, questo è il primo approccio al nuovo software, e i miglioramenti si potranno apprezzare maggiormente durante Sepang 2 a fine febbraio.

L’elettronica Magneti Marelli rimane molto grezza se paragonata all’elettronica MotoGP Factory, e di conseguenza è in continuo sviluppo, con l’obbiettivo acclamato di essere poi equipaggiata su tutte le MotoGP a partire dal 2017. Le premesse al momento non sono eclatanti, i tempi delle attuali Open sono di molto superiori alle Factory, con ritardi compresi tra i due e tre secondi sul giro. Che sia dunque una scelta oculata quella di Suzuki il cui rientro è previsto già dal 2015?


La risposta più probabile è che sia un mero confronto per chiarire quale strada sia meglio prendere. La Open allo stato attuale non rappresenta, almeno sulla carta, un’alternativa valida alle più competitive Factory, e soprattutto è scontato aspettarsi che  Suzuki non voglia fare il proprio ingresso in MotoGP, limitandosi a fare numero sulla griglia di partenza.

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